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MAURO UZZEO

Esordisce[1] pubblicando racconti sulle pagine della rivista erotica Blue edita da Francesco Coniglio e, partendo dall’editoria indipendente (Velo di Maya, per Montego, Il gioco di Katie per Edizioni BD, Wonderland per NicolaPesceEditore) raggiunge quella della grande distribuzione scrivendo diverse sceneggiature per John Doe (Editoriale Aurea), un albo della collana dedicata ai Maestri dell'Avventura (Star Comics) e uno di Battaglia - il vampiro siciliano inventato da Roberto Recchioni e Leomacs, edito dalla Editoriale Cosmo.

È uno degli sceneggiatori dello staff di Orfani e di Dylan Dog, (Sergio Bonelli Editore).

Dal 2001 svolge l’attività di sceneggiatore e regista di cortometraggi animati (Tricky’n’Ducks, Il Bambino che ha spento le stelle), spot televisivi (Coca-cola, Vodafone, Acqua Lete) e videoclip musicali (Tiromancino, Jovanotti, Subsonica, Planet Funk, Coolio & Snoop Dogg, Bungaro & Paola Cortellesi, Mimosa, Hedy Lamarr), ottenendone riconoscimenti italiani e internazionali.[senza fonte]

Dal 2005 al 2011 ricopre la carica di Direttore Responsabile del reparto creativo della Rainbow CGI affiancando Iginio Straffi nella realizzazione di Winx Club, e coadiuvandolo nella regia di Gladiatori di Roma.

Per Graphilm e Rai Fiction collabora alla scrittura di Bu-Bum! La strada verso casa, un cartone animato ideato da Maurizio Forestieri, Giovanni Di Gregorio e Francesco Artibani trasmesso in Italia, da Rai Gulp, dal 1º luglio 2016.

Inviato fisso ai più importanti festival italiani[senza fonte], scrive di Cinema per La Repubblica - XL, e per BestMovie.

Nel 2011 rientra nella cinquina di candidati al David di Donatello per il suo lavoro sugli effetti digitali del film L’ultimo terrestre e cura la regia della sigla animata del film di Fausto Brizzi Com’è bello far l’amore.

Sua è la regia delle cinque puntate di #Cose da Uomini - serial web prodotto da Fish-Eye insieme al Dipartimento delle pari opportunità - per sensibilizzare sul tema della violenza sulla donna.

Nel 2014, su soggetto di Roberto Recchioni e per la regia di Ivan Silvestrini, sceneggia Monolith, primo lungometraggio prodotto dalla Sergio Bonelli Editore insieme a Sky e Lock & Valentine. Tratto dall'omonima graphic novel scritta con Roberto Recchioni per i disegni di LRNZ, il film è stato presentato con successo all'edizione 2016 del FrightFest di Londra.

Membro del collettivo di sceneggiatori e disegnatori Uno Studio in Rosso, pubblica con la loro etichetta autoprodotta e in sole trecento copie, il suo primo romanzo: Non ti stavo cercando, stesso titolo del blog che tiene dal gennaio del 2010.

Nel 2015 - insieme a Gud, Paolo Campana, S3keno Piccoli e Fabrizio Verrocchi - inventa e organizza l'ARF!, festival romano dedicato al fumetto, che si svolge all'interno del museo MACRO di Roma.

Candidato al Premio Micheluzzi per il suo albo d'esordio su John Doe, nel settembre del 2016 vince il Premio Andrea Pazienza per il suo ruolo di "agitatore culturale" e come "Miglior Sceneggiatore del 2016".

Pubblicazioni

Sergio Bonelli Editore

Dylan Dog

ROBERTO PERPIGNANI

E' nato a Roma il 20 aprile del 1941. Per cinque anni compie studi di pittura ifno a che gli viene proposta una singolare esperienza di lavoro che indirizza definitivamente i suoi interessi verso il cinema. Per un anno intero, il 1962, collabora al montaggio di vari lavori che Orson Welles al montaggio dei diari spagnoli Nella terra di Don Quijote (in Italia) e al film Il processo (a Parigi). L'anno successivo incontra Bernardo Bertolucci con il quale inizia una lunga collaborazione montando Prima della rivoluzione, La via del petrolio, Agonia ( Amore e Rabbia), Partner, La strategia del ragno e, in collaborazione con Franco Arcalli, Ultimo tango a Parigi. Nel ‘68 ha inizio la collaborazione con Paolo e Vittorio Tavianiche è proseguita fno ad oggi senza interruzione montando Sotto il segno dello scorpione, San Michele aveva un gallo, Allonsanfàn, Padre padrone, Il prato, La notte di San Lorenzo, Kaos, Good morning Babilonia, Il sole anche di notte, Fiorile , Le affinità elettive, Tu ridi, Resurrezione, Luisa Sanfelice , La masseria delle allodole, Cesare deve morire, Maraviglioso Boccaccio e Una questione privata. Ha collaborato inoltre, tra gli altri, con G. Amico, G. Amelio, F. Archibugi, L. Bazzoni, M. Bellocchio, P. Benvenuti, M. Bolognini, F. Brusati, A. Capone, U. Chiti, Del Fra - Mangini, Di Carlo, R. Faenza, G. Ferrara, G. Gagliardo, G. Gaudino, G. Giannini, F. Indovina, R. Infascelli, A.Lattuada, G. Lavia, E. Lorenzini, G. Mingozzi, N. Moretti, A. Negrin, V. Orsini, G.Patroni Griffi, E. Piovano, G. Pontecorvo, N. Risi, L. Ronconi, S. Samperi, D. Segre, M. Schifano, E. Siciliano, G. Toti, F. Vancini, L. Vanzi, S. Vanzina (Steno), V. Zagarrio e numerosi altri. Tra gli stranieri, con Y. Allegret, V.Bulaijc, C.D'Anna, De Almeida, J. M. Grilo, K. Gruber, T. Harlan, J. Irvin, M. Jancso, M. Majidi, S. Pavel, M. Radford, J. Sinclair, S. Sontag, W. Wenders, K. Zanussi. Ha fatto parte di un Gruppo di Ricerca Folklorica diretto dal prof. Diego Carpitella corealizzando studi flmati sulla Cinesica Culturale. Ha realizzato alcune monografe sulla filosofia greca (La nascita della filosofia, Pitagora e Parmenide) e L.F.Céline - La paura di tacere. Dal 1976 è docente coordinatore del Corso di Montaggio ed Edizione presso Il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma dove ha anche ricoperto l’incarico di Vicedirettore della Sezione Formazione Ricerca e Sperimentazione. Ha tenuto corsi e seminari presso moltissime Università e scuole specializzate sia in Italia che all'estero. Ha inoltre tenuto corsi e seminari presso Università e scuole specializzate in molte città italiane e straniere. L'Editrice Falso Piano ha raccolto una serie di suoi scritti sul montaggio e sull'evoluzione del linguaggio cinematografco e audiovisivo, con particolare attenzione alle mutazioni indotte dalle nuove tecnologie e dai nuovi media, e li ha pubblicati (dic. 2006) in un volume dal titolo Dare forma alle emozioni . Tra i riconoscimenti che gli sono stati attribuiti per il montaggio ci sono: il David di Donatello ‘83 per La notte di San Lorenzo di Paolo e Vittorio Taviani ; il David di Donatello ‘95 per Il Postino di Michael Radford ; la targa del Festival del Cinema Italiano ‘94 per Il Postino ; ancora per Il Postino, The Time For Peace Award ’96, premio istituito in accordo con le Nazioni Unite; il Ciack d’Oro ‘89 per I ragazzi di via Panisperna di Gianni Amelio; Il premio Cinema e Società per Con gli occhi chiusi di Francesca Archibugi nel ‘94. ll David di Donatello 2012 e Il Nastro d'argento 2012 per Cesare deve morire di Paolo e Vittorio Taviani. Ancora per Cesare deve morire è tra le nominations per il European Film Academy Award e gli viene attribuito il Premio della Critica Indipendente. Nel corso della 53° Mostra del Cinema di Venezia (‘96) ha ricevuto con il Premio Bianchi il riconoscimento del Sindacato dei Giornalisti Cinematografici Italiani. Nel 1995, in occasione del centenario della nascita del Cinema, è tra i cento cineasti italiani cui viene conferita l'onorificenza di Commendatore dell’Ordine ‘Al Merito della Repubblica Italiana’. Nell'anno 2014 il Centro Sperimentale di Cinematografia gli conferisce il Diploma Honoris Causa come riconoscimento dei tanti anni di ininterrotto insegnamento e del suo interesse per l'evoluzione della ricerca linguistica nelle forme comunicative. Nel 2015 il CILECT, l'organismo che raccoglie e coordina le scuole di cinema nel mondo, gli conferisce il CILECT Teaching Award. Dall'anno della istituzione del BIFEST (Bari International Film Festival) (2009) il 'Premio per il miglior montaggio' porta il suo nome. Dal 2006 è Presidente della Fidac, la Federazione che riunisce le Associazioni italiane delle professioni del Cinema e dell’Audiovisivo.

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MARCELLO MANGIANTINI è nato a Pescia (PT) il 30 aprile 1971. Diplomato al Liceo artistico di Lucca, si avvicina al mondo del fumetto partecipando al concorso “Pierlambicchi”di Prato.

Nel 1992 frequenta alcuni corsi e tre anni dopo entra a far parte dell’associazione Lucca Fumetto, attraverso la quale pubblica i suoi primi lavori.

Tra il 1996 e il 2002 collabora con diversi sceneggiatori ed editori, dedicandosi sia al fumetto realistico sia a quello umoristico, e nel 2003 inizia a lavorare per Sergio Bonelli Editore entrando nello staff dei disegnatori di Zagor. In seguito disegna anche albi di Martin Mystère, Nathan Never, Dampyr e Dragonero, ma rimane saldamente ancorato allo Spirito con la Scure.

DANIELE CALURI

Ha iniziato a lavorare per il Vernacoliere dopo aver mandato delle vignette satiriche disegnate sui banchi di scuola; arrivato al giornale, ha sostituito come copertinista Max Greggio, diventato autore televisivo di successo.

Diplomato all'Accademia di Belle Arti di Firenze nel 1996, ha in seguito lavorato per la Sergio Bonelli Editore ad alcuni albi di Martin Mystère (La tredicesima fatica, n. 281 dell'ottobre 2005 e Il codice Caravaggio, n. 291 del giugno 2007) in collaborazione con Alfredo Castelli, conosciuto durante Lucca Comics 1999. Oltre alle storie ufficiali della serie, Caluri ha disegnato anche tre fascicoli comici su Martin Mystère, pubblicati in occasione di Rimini Comix, di un evento all'Università di Padova e di Italia Wave 2007.

Ha pubblicato un primo albo a fumetti nel 1999 raccogliendo le storie del suo personaggio Fava di Lesso pubblicate sul Vernacoliere a partire dal 1993 e sino al 1998. Fava di Lesso, un indiano d'America stereotipato sulla base del genere western con frequenti deviazioni nello scurrile e nel boccaccesco, aveva riscosso ottimo successo tra i lettori del giornale. Proprio grazie al successo di questo personaggio venne la collaborazione con la Bonelli Editore, anche se Sergio Bonelli, da sempre restio verso le parodie dei fumetti western (come Ombre Rosse di Enzo Scarton e Fax palle in canna di Leomacs editi più o meno in quel periodo), non fu molto ben disposto verso il fumetto dell'artista toscano.[senza fonte]

Accantonato il personaggio dell'indiano scorbutico, Caluri ha lanciato una nuova striscia mensile, Luana la bebisìtter, incentrata sulle avventure di una sexy babysitter, Luana, procace quanto stupida e di un ragazzino, Màicol, ricco, orribile a vedersi e malvagio. Pubblicata dal 1999 al 2004, ha ottenuto grande successo, tale da spingere alla pubblicazione di tre raccolte (Luana La Bebisìtter Atto I, Luana La Bebisìtter Atto II e Luana La Bebisìtter Gran Finale) e alla ripresa del personaggio a partire dal 2006 fino all'anno successivo.

Sempre nel periodo di Luana, Caluri è ritornato alle vignette con Nedo, personaggio muto ma dalla perenne erezione e dalle movenze inequivocabili. Nel 2003, sui testi di Emiliano Pagani, disegna una rubrica comica chiamata Bollettino Meteo in cui il Colonnello Starita, un iracondo meteorologo, conclude in tragedia le previsioni del tempo.

L'ultima opera pubblicata sul Vernacoliere è Don Zauker, prete esorcista assai fuori dagli schemi: sboccato, dal fisico palestrato e ipertatuato, per nulla vicino alle posizioni tradizionali della Chiesa cattolica. Il nome di Don Zauker deriva da un personaggio della serie Daitarn 3, il capo dei perfidi Meganoidi, a sottolineare all'istante il carattere del personaggio. Le fattezze fisiche, invece, ricordano da vicino quelle di Clint Eastwood e dei duri del cinema di Hollywood.

Daniele Caluri mentre lavora ad una tavola di Martin Mystère

Don Zauker, su testi di Emiliano Pagani, è una summa di satira acida a tutto campo e di anticattolicesimo (sentimento largamente condiviso da Caluri che non ne fa mistero), cosa che ha reso il fumetto molto amato dai lettori del Vernacoliere. Una raccolta delle puntate pubblicate del fumetto di Don Zauker (più una inedita) è stata presentata in anteprima nel corso di Lucca Comics 2006. Durante la tradizionale festa organizzata a Livorno dalla rivista i due autori hanno realizzato uno spettacolo, in collaborazione con la compagnia teatrale I Licaoni, il "Don Zauker Talk Show", replicato durante l'edizione di Lucca Comics 2006.

Caluri è stato presidente della giuria al 1º Premio di Satira Città di Carrara - 2005 ed è intervenuto come docente ai corsi della Scuola del Fumetto di Pisa.

Oltre all'attività fumettistica, dal 1993 al 2000 ha suonato come tastierista nel gruppo musicale "Gli Amici di Zenigata", con cui ha pubblicato un CD di cover comiche di sigle di cartoni animati (Il banjo di Haran) e tenuto concerti in tutta Italia.

Nel 2006 ha vinto a Lucca Comics il premio Gran Guinigi come miglior disegnatore e il premio Fumo di china come "Miglior autore completo umoristico"[2].

Con la serie Don Zauker esorcista ha vinto nel 2007 il Premio Micheluzzi per il "Migliore Disegno per una Serie Umoristica" e per la "Migliore Serie Umoristica" (assieme a Emiliano Pagani).[3]

Nell'edizione 2007 di Lucca Comics è stata dedicata una mostra monografica a Caluri.

Nel 2007 disegna l'adattamento a fumetti del romanzo Michele Strogoff di Jules Verne, su sceneggiatura di Frédéric Brémaud, per le edizioni Adonis/Glénat.

Da febbraio 2008 cura, assieme ad Emiliano Pagani, la rubrica di satira "Domus Bokassa" sulle pagine del mensile Il mucchio.

Dal settembre 2008 è docente di Disegno e Storia dell'Arte presso il Liceo scientifico "F. Enriques" di Livorno.

A dicembre 2011 è stato ospite del Salerno Comicon per l'uscita di Nirvana.[4]

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Andrea Maccarini è un fumettista e illustratore italiano, entrato giovanissimo (a 18 anni) nel mondo Disney, dove si è formato disegnando per Topolino e Giovani Marmotte. Dopo esperienze in animazione, illustrazione e designè tornato in Disney nel 2022, lavorando con penna e tablet. È noto per la ricerca di nuove soluzioni grafiche e narrative 

Alessandro Orlandini  uno degli scrittori italiani più apprezzati immerso nel mondo della letteratura fantasy, dove la sua passione per la narrativa speculativa si è concretizzata in opere che hanno attratto un pubblico vasto e fedele. La sua carriera ha avuto una svolta decisiva con la pubblicazione della trilogia di Daglass tra il 2016 e il 2018, edita da Armando Curcio Editore, che lo ha consacrato come una delle voci più seguite nel panorama fantasy italiano. Grazie a questa trilogia, Orlandini ha consolidato una base di lettori appassionati e ottenuto l’apprezzamento della critica, evidenziando la sua capacità di costruire mondi complessi e suggestivi, ricchi di personaggi sfaccettati che si muovono in universi fantastici riccamente dettagliati.
Uno degli aspetti distintivi della scrittura di Orlandini è la sua attenzione ai dettagli e la maestria nel creare ambientazioni immersive che esplorano temi filosofici ed esistenziali. Ispirato sia dalla letteratura fantasy classica che dalla fiction speculativa contemporanea, Orlandini riesce a dar vita a intrecci che vanno oltre l’intrattenimento, affrontando questioni profonde che risuonano con i lettori. La sua passione per i film e le serie TV di fantascienza aggiunge al suo stile un ritmo narrativo vivace e una prosa descrittiva che trasporta il lettore all’interno delle sue storie. La sua esperienza come editor e giornalista letterario contribuisce a dare una consapevolezza stilistica e strutturale ai suoi progetti, arricchendoli di una profondità unica. Orlandini vive sull’Isola d’Elba, parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, dove trae ispirazione dalla bellezza naturale e dalla tranquillità del luogo. I paesaggi aspri e l’atmosfera serena dell’isola si riflettono nelle atmosfere evocative delle sue opere, contribuendo a creare un’aura magica e misteriosa che permea i suoi racconti. Sebbene le sue storie siano ricche di elementi fantastici, Orlandini esplora temi universali e profondamente umani, come la ricerca dell’identità e il senso dell’esistenza. Oltre a essere scrittore, Orlandini è un punto di riferimento nella comunità italiana della letteratura fantasy e sci-fi. Come editor e giornalista, promuove il dibattito su questi generi, supporta nuovi autori e contribuisce con approfondimenti sui trend della fiction speculativa, fungendo da ponte tra le narrazioni fantasy classiche e le innovazioni contemporanee. Grazie alla sua dedizione e al suo impegno, Orlandini continua a influenzare lettori e scrittori nel panorama italiano.